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Vi portiamo oggi in una delle città d’arte più famose d’Italia nel mondo per raccontarvi un’arte diversa da quella “solenne” di chiese ed antichi edifici che siamo soliti narrarvi. Oggi la nostra tappa è Pisa dove ci rechiamo per ammirare l’opera coloratissima del Tuttomondo, straordinaria opera murale realizzato nel 1989 da Keith Haring una delle figure più significative dell’arte americana contemporanea. Tutto iniziò dall’incontro casuale avvenuto a New York tra Piergiorgio Castellani, ventenne pisano appassionato d’arte e della cultura americana, e l’artista che venne così invitato a realizzare una sua opera nell’affascinante centro toscano. Tema dell’unica opera di Haring concepita come “permanente”, è quello dell'armonia e della pace nel mondo. Trenta figure sinuose e stilizzate si incastrano come in un puzzle, popolando i centottanta metri quadrati della parete del Convento di Sant'Antonio, componendo così la straordinaria e variopinta espressione artistica “Tuttomondo”. Pace, unità e fratellanza tra i popoli sono qui rappresentati dalle diverse figure. Campeggiano, tra le altre, l’originale Croce Pisana, l’uomo tecnologico, animali e vari simboli della natura, figure materne, ballerini, e persone che giocano. Una opera in movimento in cui i tanti omini, figure tipiche delle opere dell’artista, sembrano danzare davanti agli occhi di chi le guarda. Un ritratto originale ed esemplare dell’intera umanità strettamente legata al mondo della natura. Ad un anno dal suo restauro, oggi, l’ultima opera dell'artista newyorkese, il Tuttomondo si presenta con il suo originale e colorato splendore per restituirci un’immagine sempre attuale dell’umanità.
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