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Un rifugio selvaggio

• GORO

Se è facile appassionarsi ai serafici riflessi del mare agostano, gli amanti autentici delle distese azzurre – con le sue ispide salinità – sono rari e si scoprono all’improvviso, sorpresi, come colti sul fatto.

Li trovi a passeggiare in inverno per le vie deserte del borgo marinaro: soli o in coppia, forse un cane li accompagna.

Sono viaggiatori autentici che non si fanno trarre in inganno dalle sirene della promozione e amano viaggiare in solitaria, scoprendo il mondo passo dopo passo.

Un rifugio selvaggio perfetto per questo tipo di viandante moderno è l'estremo Delta, le terre nuovissime dove muore il Po e dove il mare vivifica le acque delle valli da pesca. 

Su queste terre giovani i cieli si dilatano e l’orizzonte amplissimo schiaccia le case che si fanno piccole.

Rifugio, nel viaggio in questo riposto limite del mondo, è quel selvaggio lembo di sabbia noto come l’Isola dell’Amore.

Qui, nel riflesso bianco del faro, è possibile mangiare, dormire, camminare e pensare. In definitiva: fare tutte le cose che ci fanno sentire vivi e umani.

 

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Redazione PiccolaGrandeItalia.TV
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