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Sala Baganza è un piccolo borgo del parmense ancora pieno di misteri irrisolti.
Paese d’arte, di tradizione gastronomica e soprattutto vitivinicola, si colloca lungo i primi rilievi dell’Appennino.

La vita di questo luogo ha antiche origini che risalgono al periodo neolitico, ma dal 20 novembre 995 Sala entra ufficialmente nella Storia con un atto scritto dal vescovo di Parma Sigifredo II. L’appellativo “Sala” deriva da una parola di origine longobarda che designa una corte, un edificio o una casa per la residenza padronale nella “curtis”, la fattoria rurale chiusa.

Il borgo assume, col tempo, importanza strategica per il controllo esercitato sui percorsi pedemontani di collegamento tra diverse valli e per il suo congiungersi con l’importante via transappenninica di Monte Bardone (ora passo della Cisa).

L'antico possedimento venne acquistato dalla famiglia Sanvitale nel 1258 e i lavori di costruzione della Rocca, ancora oggi fulcro dell'abitato, furono intrapresi nel 1477.

Di forma quadrangolare con imponenti torrioni agli angoli e dongione centrale, la Rocca San Vitale fu concepita più come dimora signorile che come fortilizio. Tra il 1564 e il 1578 fu arricchita con cicli di affreschi commissionati a Ercole Procaccini e Orazio Samacchini da Barbara Sanseverino, seconda moglie di Giberto IV Sanvitale, musa ispiratrice della ricca vita intellettuale di corte.

Il feudo rimase di proprietà della famiglia fino al 1612 quando, a seguito della decapitazione di Girolamo II e del figlio Gianfrancesco, passò con un colpo di mano sanguinario ai Farnese, Duchi di Parma già dal 1545.

Lo splendido complesso monumentale conobbe un nuovo periodo di splendore con Maria Amalia d'Asburgo moglie di Ferdinando di Borbone, famiglia subentrata ai Farnese nel 1733.

La dominazione borbonica non durò più di cinquant’anni, incalzata dai rovesciamenti politici conseguenti all'ascesa di Napoleone Bonaparte e all'annessione del Ducato alla Francia. Nel 1988 il Comune di Sala Baganza ha acquistato la Rocca, dando avvio ad un'accurata operazione di restauro.

Oggi il percorso di visita inizia al primo piano, ricco di affreschi di scuola emiliana, a cui si accede attraverso il Loggiato, recentemente ripristinato, fino alla cosiddetta Sala delle Capriate.

Il percorso di conduce al Gabinetto dei Busti e al pregevolissimo Camerino del Baglione che prende il nome proprio dall'autore delle decorazioni, Cesare Baglione (Cremona 1550 - Parma 1615).
In questa stanza sono rappresentate allegorie delle stagioni, scene di caccia ed episodi di battaglia ambientate in paesaggi fantastici d'ispirazione fiamminga.

Non potete lasciare Sala Baganza senza aver passeggiato lungo i viali del Giardino Storico della Rocca Sanvitale, restaurato e restituito ai suoi antichi splendori. Dopo la sua inaugurazione, il 26 aprile 2009, il Giardino, voluto dal conte Antonio Farnese (1679-1731), rivive nei tre ettari sul fianco levante della Rocca.

La parola che meglio definisce l’essenza stessa di quest'area verde è “potager”, che in francese indica un “orto- giardino”, in cui le piante da frutto, le verdure e gli ortaggi, disposti secondo un disegno decorativo, vengono coltivati sia per abbellire lo spazio che per essere utilizzati in cucina.

Sala Baganza appartiene, insieme ai comuni della Provincia di Parma, a quella terra conosciuta come food valley e la Rocca Sanvitale ospita il prezioso Museo del Vino.

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