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Incastonata tra le Alpi Giulie e le Prealpi Giulie occidentali, l'ampia e ridente Val Resia rappresenta da centinaia di anni un unicum nel ricco panorama delle culture alpine.

L'abitato attuale, composto da numerose borgate, è il risultato finale della colonizzazione di popolazioni di ceppo slavo che qui si insediarono tra VI e VII secolo.

L'asperità dei luoghi contribuì al lungo isolamento che permise a queste genti di mantenere intatte le proprie tradizioni. Nella valle si parla il resiano, idioma paleoslavo dotato di peculiari sonorità e il marchio culturale più significativo è rappresentato dalla musica che viene suonata in occasione del Carnevale, di feste popolari, matrimoni e sagre.

I ritmi dispari e le note degli strumenti tipici - la zitira (sorta di violino) e la bunkula (sorta di violoncello) - accompagnano i resiani durante tutta la loro esistenza.
Per preservare questo antico patrimonio culturale l'Amministrazione comunale e la comunità della Val Resia sono impegnate da tempo nella procedura finalizzata alla presentazione all'UNESCO della candidatura di musica e danze popolari a Patrimonio Immateriale dell'Umanità.

Il fascicolo, presentato alla Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco e al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per l'inserimento nella World Heritage List, dovrà essere selezionato tra le molte proposte pervenute, in attesa di valutazione. Una sola nomination annuale è consentita e, scelta all'interno della lunga lista, sarà presentata al Comitato per il Patrimonio Mondiale.
Alla luce di tale tortuoso iter, i resiani chiedono il sostegno di quante più persone possibile per accedere al prestigioso riconoscimento.

L'unicità della musica e delle danze resiane, esportate nel mondo grazie all'attività del Gruppo Folcloristico Val Resia, e il canto resiano bandiera del Coro Monte Canin Val Resia, hanno raggranellato riconoscimenti in ogni parte del globo.

Nel caso aveste a disposizione qualche giorno di vacanza in quest'ultimo stralcio di Carnevale, vi raccomandiamo vivamente una gita alpina, volta all'esplorazione delle piste da sci e, soprattutto, della cultura resiana.
Nel corso del Carnevale Resiano (una manifestazione che dura 5 giorni e che prenderà avvio il prossimo 6 febbraio) andranno in scena le splendide “Maschere bianche” o "Lipe bile Maskire", che ravvivano l'atmosfera della danza ornate di merletti, nastri colorati e dal caratteristico, immenso, copricapo floreale.

Non mancheranno, ovviamente, i Babaci o Kukaci, maschere misteriose e scure abbigliate con abiti vecchi e logori.
“Mascotte” della manifestazione è il “Babaz”, attore principale del Pust, il Carnevale Resiano: una sorta di pupazzo di paglia vestito di vecchi stracci (che può assumere le dimensioni di una bambola o quelle di un essere umano) che viene mandato al rogo dopo un processo dissacrante per decretare la fine del Carnevale. La chiusura del periodo dei bagordi, dell'eccesso e della follia avviene nella giornata del Mercoledì delle Ceneri dando avvio, con un falò purificatore, ai quaranta giorni di penitenza della Quaresima.

Trionfante, tra festeggiamenti e cibi genuini: la musica. Al suono di zitire e bunkule si snodano in piazza le antichissime danze dai ritmi sostenuti e incessanti.

Photo Credit: www.sistemamuseo.it - www.turismofvg.it

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